Sveglio
(Novembre 2002)
"Sveglio. Dove sono? Seduto, c'e' buio. Idiota, sono in metro'." ...come se si fosse svegliato in quel momento per la prima volta in tutta la sua vita..era li, seduto sul sedile di plastica della prima carrozza. Stava sempre seduto li quando tornava a casa. Aveva gli occhi chiusi, li aveva chiusi qualche secondo prima, eppure quando il treno s'era fermato, e la sua stazione era arrivata correndo sui binari...beh, in quel momento, riaprire gli occhi era stato difficile come se non li avesse aperti per anni, secoli forse. - Dinanzi a me il mondo comparve piano. La manciata di secondi in cui il convoglio della linea gialla ferma la sua corsa per consentire ai passeggeri di salire e scendere, scorsero come anni. Il ricordo e' lontano, ma vivido. Era tutto lento. Da quando aprii gli occhi a quando fui fuori dal treno passarono intere stagioni, tutto fluiva stanco, ognuno dei miei passi duro' giorni, e infine, fui fuori. Uscire da quel convoglio fu come cambiare pelle. Come cambiare Anima. La sensazione fu come se "mi fossi lasciato seduto sul metro'". Come si lascia per sbadataggine lo zaino, io lasciai me stesso sul sedile. Sulla banchina della fermata il tempo subi' un'altra mutazione. Tutto intorno ricomincio' a correre. Impiegati e studenti, donne delle pulizie e dirigenti, uomini appena usciti da un luogo comune di Londra e ragazzini addobbati come manichini di un negozio davvero glamour. Tutti correvano verso la scala mobile. Come un enorme formicaio, tutto intorno a me brulicava di vita, anzi, di movimento. La Vita non sembrava fare parte di quella scena. Tutto tranne me. Il mio tempo era ancora lento. Anni dopo fui fuori dal mezzanino, fuori dalla metropolitana, all'aperto; erano trascorsi meno di due minuti, ma non ero piu' lo stesso. Fuori tanta acqua, ovunque intorno a me. Pioveva. Il mio ombrello, smarrito chissa' dove ormai da mesi, non fu utile a ripararmi. La gente ti guarda strano quando hai la pioggia che ti scorre sulla faccia. - Camminare sotto le gocce, quella volta, fu quasi una sfida al Cielo, una provocazione, per vedere se sarebbe stato capace di arrivare fino a casa, senza sciogliersi in una pozzanghera. Tutto cio' che stava attraversando in quel periodo, lo aveva sgretolato, sbriciolando ogni pezzetto della sua Anima. Una lotta difficile lo impegnava, una lotta senza vinti ne vincitori. Un combattimento in cui c'era una sola vittima: lui. - Come se la mia Vita avesse deciso di trasmettermi tutto cio' che aveva voluto insegnarmi, tutto in una volta, in un solo istante. Cosi mi sentivo uscito da la sotto. Sembrava che tutto cio' che avevo detto e pensato piu' e piu' volte, fosse diventato reale. Di piu', sembrava come se lo fosse sempre stato. La vera coscienza del termine della mia vita. Fui pervaso dalla consapevolezza che ogni istante che avevo vissuto, che stavo vivendo e che avrei vissuto da li in avanti, avrebbe potuto rappresentare l'ultimo istante della mia vita. Era cosi' strano. Non era il semplice discorso che si fa parlando tra amici, non era cio' di cui parlano i tanti scritti che trovi ormai ovunque su Internet, non si trattava solo di sapere che un giorno sarebbe finita; no, era Consapevolezza. Ogni cellula del mio corpo era cosciente che ogni attimo in cui svolgeva le sue funzioni vitali, era un attimo per cui essere felici, indipendentemente da cio' che mi circondava. La cosa piu' strana, ripensandoci, e' che questa sensazione non mi allarmo'. Tutto l'opposto. Questa nuova Coscienza del mio essere finito, mi dono' una calma ed una tranquillita' che tutt'ora fatico a ritrovare. Camminavo sotto la pioggia, con la gente che camminava attorno a me, e l'unico pensiero che riusciva a trovar posto nella mia mente era "...io potrei gia' essere morto, e non e' detto che non lo saro' tra qualche passo..." Imparai un giochetto stupido. Da allora, ogni sera, andando a dormire, mi pongo questa domanda: "Sono soddisfatto di oggi? Ho Vissuto?". Tutte le volte che mi rispondo di no, so di aver fatto un torto alla mia Vita, a quella vera. Ho imparato a valutare diversamente molte cose. Cose che sembravano fondamentali, hanno perso valore, e, viceversa, cose che sembravano prive di valore, hanno ora il potere di farmi rispondere "Si'" a quella domanda. Quella sera mi resi conto di aver sprecato attimi importanti, pensando di poterli recuperare, inseguendo qualcosa che non potevo piu' avere. Interi anni passati in attesa che il mio passato cambiasse, senza avere la capacita' di vedere che il mio passato non era altro che il mio presente che scorreva piu' in fretta di quanto io lo stessi vivendo.
Quella sera la ricordo come una delle ultime volte, forse davvero l'ultima, in cui ho avuto paura. Ho avuto paura di quello che ero stato capace di fare alla mia Vita. Ho avuto paura di non essere capace di mantere viva in me quella scoperta tanto straordinaria quanto banale...il mio tempo non e' infinito, e scorre piu' fretta di quanto sembri. Sta a me riuscire ad essere padrone di ogni istante. Vivere ogni momento per quello che puo' darmi, e non per quello che avrebbe potuto darmi. Vivere il presente, senza aspettare che il passato si modifichi per darmi un presente migliore. Da quel giorno e' passato un po' di tempo. Io sto ancora impegnandomi per mettere a frutto quanto mi e' stato donato. Ancora oggi, ogni sera, quando vado a letto, mi chiedo se sono soddisfatto. E ancora oggi, se rispondo di no, penso di aver fatto un grosso torto alla mia vita, una ferita all'Anima che non si rimarginera'. Ho perso qualcosa che non potro' piu' avere. Ancora oggi, in cima alla lista delle cose da fare tutti i giorni, io trovo "Vivere" - Improvvisamente, un tardo pomeriggio di fine inverno, aveva regalato ad uno qualsiasi qualcosa di magico. Vivere con la Consapevolezza che tutto finira', vuol dire affrontare megli ogni cosa. Vuol dire imparare a non rimandare cio' che si desidera, imparare a vivere davvero secondo cio' che si sente.
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